Musica

dom 1 giu 2008

MOZART Concerto per pianoforte K 414; Concerto per pianoforte K491 Wiener Philharmoniker, direttore e solista Maurizio Pollini

Pollini [...] ci consegna così due esecuzioni che ben lungi dall’inseguire effimeri consensi ambiscono a divenire patrimonio per sempre.Uno dei punti centrali della riflessione di Pollini sulla musica è sempre stato quello del rapporto dialettico fra tradizione e modernità, da non confondersi con un banale desiderio di muoversi “ al passo coi tempi “. La diffidenza verso le prassi esecutive introdotte dal movimento filologico – più volte ribadita a chiare lettere- unita all’entusiasmo mai sopito per gli sperimentalismi dell’avanguardia che fu, difesa tuttora a spada tratta contro le sirene del riflusso, testimoniano anzi la sua volontà caparbia di non cedere ai dettami delle mode anche a prezzo di apparire troppo fermo sulle proprie posizioni. Se dunque oggi il Mozart di Pollini non suona così diverso da quello registrato negli anni ’70 con Karl Bohm, ciò non accade per inerzia o mancanza d’idee, bensì per decisione ben ponderata e quasi polemica nei confronti di una generale tendenza interpretativa che spesso rischia d’anteporre la volontà di sorprendere e quella di riflettere sull’eredità del passato. Se tutto ciò non fosse vero, d’altronde, la scelta di instaurare un dialogo privo di intermediari proprio con quei Wiener Philharmoniker che dello spirito mozartiano rappresentano l’emanazione più antica e diretta, avrebbe poco senso. C0ome già nelle precedenti registrazioni dal vivo dei Concreti nn. 17 e 21 (DG 477 5795), Pollini bandisce dunque ogni tentazione d’eccentricità per disegnare il gioco concertante con la massima limpidezza ed economia di mezzi: ci consegna così due esecuzioni che ben lungi dall’inseguire effimeri consensi ambiscono a divenire patrimonio per sempre.
Paolo Bertoli