Classica On Line

lun 19 mag 2008

Eccezionale. Pollini, pianoforte e direzione

Interpretazione luminosissima, adamantina, frutto di una leggerezza soltanto apparente, e, per questo, diretta ed elegante, la lettura che Maurizio Pollini ed i Wiener Philharmoniker offrono dei due concerti di Mozart K 414 e K 491Interpretazione luminosissima, adamantina, frutto di una leggerezza soltanto apparente, e, per questo, diretta ed elegante, la lettura che Maurizio Pollini ed i Wiener Philharmoniker offrono dei due concerti di Mozart, tra i più belli della produzione del Genio Salisburghese, ed opposti nella loro concezione.

Pollini, pertanto, conferisce al Concerto in la maggiore K.414 un eloquio affatto naturale, laddove sono ben evidenziate le parentele ancora vive con lo Stile galante, accanto, invece, al linguaggio squisitamente mozartiano che emerge non solo in certe frasi dei tempi estremi, ma, soprattutto, nel mirabile e profondo andante.

Al Concerto in do minore K 491, così carico di lacerazione interiore, invece, il grande interprete sa come valorizzare questa caratteristica, senza eccedere in sbavature che diano un’impronta protoromantica che non gli è propria.

Insomma, si tratta di un disco che non si può dimenticare: esso si affianca all’altro, sempre inciso dal vivo, presso la Sala d’oro del Musikverein, due anni or sono: credo che si possa affermare con certezza, che si tratti d’interpretazioni di riferimento. Non vi è, certo, l’elemento strettamente filologico (Pollini siede ad un moderno pianoforte e non ad un fortepiano), ma è lo spirito dei concerti ad essere rispettato.

Si ascoltino, a tal proposito, le sonorità sempre equilibrate che Pollini cava, quasi fosse un canto, dallo strumento: i suoni rispettano la poetica mozartiana senza alterarla, si calano nella concezione tardo illuministica della musica, nel piacere del suono pulito, brillante, cristallino, senza mai eccessi.

Ed, in tal senso, meravigliosi sono i Wiener che alleggeriscono le sonorità fornendo un tappeto morbidissimo al canto sorprendentemente levigato del pianoforte.

Eccezionale!
Bruno Belli