Il Tempo

lun 7 gen 2008

Pollini 10 e lode

È iniziata nel migliore dei modi, con un prevedibile bagno di folla trionfale, la sequela delle cinque stazioni delle Pollini Prospettive al Parco della Musica. Sei assordanti minuti di applausi da parte di oltre 2500 spettatori...È iniziata nel migliore dei modi, con un prevedibile bagno di folla trionfale, la sequela delle cinque stazioni delle Pollini Prospettive al Parco della Musica. Sei assordanti minuti di applausi da parte di oltre 2500 spettatori (tra cui molti i soliti noti) e la generosa concessione di un bis sostanzioso come la Prima Ballata di Chopin eseguita magistralmente.

Del resto quando c'è di mezzo Maurizio Pollini, basta la parola, non solo in merito all'esecuzione ma anche in merito alle scelte programmatiche, in perfetta sintonia con una esemplare vita d'arte all'insegna della piena consapevolezza e della estrema coerenza.

E allora ecco ancora un ennesimo tentativo di simbiosi tra la letteratura musicale romantica gradita al grande pubblico e la spesso ben più ostica musica moderna o contemporanea: insomma da una parte il giovanile ma maturo Primo Concerto per pianoforte (1856) di Johannes Brahms irruento e appassionato, a tratti incandescente, ma anche a tempo debito metafisico e impalpabile prima dell'esplosiva catarsi finale, dall'altra Aura di Bruno Maderna (1972) a chiazze timbriche, affidato alle cure direttoriali del sempre sorprendente Antonio Pappano, tutto giocato su colori cangianti come di un caleidoscopio in perenne movimento nella sapiente valorizzazione delle diverse famiglie strumentali della cospicua orchestra ceciliana.

Biglietto da visita, più innocuo all'ascolto, era una trascrizione orchestrale (1972) di Maderna da una vispa Canzone polifonica di Giovanni Gabrieli. Il tutto opportunamente illustrato in anticipo dallo stesso direttore al grande pubblico.

E il fil rouge che lega il «progressista» Brahms al modernista Maderna? Il rapporto creativo col passato (la policorale Venezia rinascimentale per Maderna secondo gli insegnamenti di Malipiero, la prima Scuola di Vienna per Brahms attraverso gli insegnamenti di Schumann), un rapporto fatto di grande rispetto e venerazione, ma per fortuna anche di originale ri-creazione.

Un elemento di valore aggiunto infine la splendida sintonia tra Pappano e Pollini, al loro primo rapporto ravvicinato, certamente foriero di ulteriori fertili sviluppi. Così Pollini, suonando, ha festeggiato nel migliore dei modi il suo compleanno tra gli applausi. Si replica oggi e domani. Secondo appuntamento con Pollini venerdì con un poker chopiniano e due rappresentativi lavori di Luigi Nono.
Lorenzo Tozzi