La Nuova Sardegna

mar 3 apr 2007

L’arte di Maurizio Pollini, tra impeti di generosità e appassionato rigore

Un grande successo al Comunale di Cagliari gremito in ogni ordine di posti. Pollini conferma una volta ancora i comuni denominatori del suo pianismo ormai leggendario.CAGLIARI. Pollini, ovvero: l’eterno connubio di impeto e rigore. Nell’intervista, rilasciata il giorno prima del concerto, il grande pianista milanese accennava a come, nel corso della sua lunga carriera, sia sempre tornato con rinnovata passione ai suoi autori prediletti, e come ciò lo abbia portato inevitabilmente ad un percorso di graduale evoluzione interpretativa.

Eppure, dopo averlo ascoltato ieri, nello straordinario recital in un gremito Comunale e chiusosi con il bis di due bagatelle di Beethoven per il cartellone del Lirico, Maurizio Pollini conferma una volta ancora i comuni denominatori del suo pianismo ormai leggendario.

Da un lato, l’incredibile intensità, lo slancio comunicativo ed espressivo delle sue esecuzioni, capaci di calamitare battuta dopo battuta l’orecchio dell’ascoltatore, che indubbiamente rimane colpito dall’eccezionale maestria e dall’infinita ricchezza con cui Pollini sa restituire ogni singolo evento sonoro.

Ma d’altro lato, si può ancora notare come all’energico fervore venga sempre affiancata un’estrema lucidità, una profonda razionalità di lettura, un rigoroso rispetto della pagina scritta.

Robert Schumann e Ludwig van Beethoven, sono i compositori affrontati in concerto dalle mani prestigiose di Pollini. Del primo autore ha eseguito l’«Allegro in si minore» op.8, suo storico cavallo di battaglia: si tratta di un lavoro del giovane Schumann, «stranamente poco frequentato - dice Pollini - pur meritando, in realtà, una degna considerazione proprio dal punto di vista compositivo»....
Gabriele Balloi