L'Unità

ven 16 mar 2007

Pollini tra le stelle: un concerto così non lo avevamo mai sentito

Chopin, Schumann, Liszt: il grande pianista ha attraversato i tre autori nel corso di una serata memorabile a RomaNon era né un incantesimo né un sogno ma ci siamo trovati, l'altra sera, nella gremita Sala Grande di Santa Cecilia, nel pieno del più straordinario fervore musicale dirompente nei primi decenni dell’Ottocento, che sembrava raggiungere ora il suo massimo splendore. Incontenibile l’entusiasmo commosso intorno ad un Trinum della Grande Musica che aveva al centro fra Schumann e Chopin il più possente interprete di quel fervore quale è oggi il nostro Maurizio Pollini.

Vincitore a 18 anni del famoso Concorso Chopin di Varsavia, sembra ora lui il«daimon» di quell’antica musica sempre più nuova e vicina a noi che sgorga da un pianoforte come da una misteriosa e affascinante fioritura fonica. E intorno al Trinum di cui diciamo si sono accesi gli entusiasmi più profondi.

Schumann dedicava a Chopin gli otto brani della Kreisleriana, Chopin rispondeva dedicando a Schumann la seconda Ballata. Nel luminoso gioco delle reciproche dediche si inserì ad un certo punto anche Listz. Ed è stato proprio incombente come un nuovo slancio alla nostra vita di oggi, così stravolta, il suono magico elargito da Pollini.

Tant’è abbiamo riascoltato come messaggi del nostro tempo i brani offerti da Pollini in un «crescendo» di formidabile e nuova ebbrezza vitale. L’emozione, consapevolmente vissuta, ha trovato soprattutto nella ricca parte del concerto dedicata a Chopin un culmine non di un’estasi, ma proprio di uno sbalorditivo e più vero incontro con la ritrovata grande musica, sia che fluisse come lievissimo canto di sacre melodie (Valzer, Notturni, Mazurke), sia che scatenasse - non meno sacri – gli eroici furori ad esempio della Polacca op. 53.

Il suono pieno, lanciato nello spazio da u invincibile Pollini ha non solo soggiogato ma spinto il pubblico (duemila e più persone) ad una partecipazione di nuovo stampo, quella stessa che in tutto il mondo, in questi giorni, Pollini sta accendendo con i suoi nuovi CD chopiniani. Non è un miracolo ma il risultato di un nuovo avvicinamento alla grande musica che Pollini promuove oggi, avendolo lui stesso sperimentato. È certo che uno Chopin così avvolgente e sconvolgente non l’avevamo mai ascoltato prima d’ora.

Se tutto il programma è stato registrato si trovi il modo di far ascoltare e riascoltare i due Notturni op. 48, le quattro Mazurke op. 33, lo Scherzo op. 39, la Polacca suddetta e quattro bis che hanno aggiunto, nel clima di una tensione inedita in Pollini stesso e nel pubblico che non se l’aspettava così straordinariamente viva, un nuovo e salutare fuoco alla straordinaria performance di Pollini e ad un diverso e più prezioso momento conoscitivo.

Occorrerà ricordare in qualche modo questa particolare, trionfante serata con uno Chopin e un Pollini così vibranti. C’è stato un miracolo al Parco della Musica, che non può essere disperso. Un miracolo sì, cui ha assistito anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napoletano.
Erasmo Valente