Guido Rimonda violino solista e direttore ee
Camerata Ducale

Un violino al fronte
Henri Vieuxtemps (1820-1881) Romanza in sol maggiore
Felice Giardini (1716-1796) Allegro militare
Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791) Rondò dalla Sinfonia "Haffner" (arr. Fritz Kreisler)
Fritz Kreisler (1875-1962) Liebesleid
Franz von Vecsey (1893-1935) Valse triste
Fritz Kreisler Preludio e Allegro (nello stile di Pugnani)
Niccolò Paganini (1782-1840) La Campanella - Rondò dal II Concerto per violino (arr. Fritz Kreisler)
Ludwig van Beethoven (1770-1827) Romanza in fa maggiore op. 50
Pablo de Sarasate (1844-1908) Zingaresca op. 20

Nato a Vienna in una famiglia borghese, Friedrich "Fritz" Kreisler ebbe un'istruzione musicale di prim'ordine nella città natale e a Parigi (tra i maestri ebbe Bruckner, Delibes e Massenet) aggiudicandosi il "Premier prix" (ossia il diploma superiore) a soli dodici anni. Nel 1888-1889 si esibì negli Stati Uniti, poi tornò a Vienna, dove il rifiuto opposto dal Konzertmeister Arnold Rosé alla sua richiesta di ammissione ai Wiener Philharmoniker lo indusse ad abbandonare la carriera musicale e a dedicarsi alla medicina per seguire le orme paterne. Ma annoiato da quegli studi si arruolò nell'esercito, che abbandonò tuttavia dopo solo un anno per tornare definitivamente alla musica: nel 1899 si esibì con i Berliner Philharmoniker sotto la direzione di Arthur Nikisch, e la fama che ne ricavò fu consolidata da un nuovo tour in America, tra il 1901 e il 1903.

Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale Kreisler, che era in vacanza in Svizzera, ritornò in patria per ricongiungersi al suo reparto con il grado di tenente. Nonostante appartenesse al Landsturm, ossia alla difesa interna, il suo reggimento fu destinato alla prima linea e inviato sul fronte orientale, in Galizia. Kreisler prese parte, come comandante di plotone, alla battaglia di Lemberg, una manovra di contrattacco dell'esercito russo dopo le sconfitte subite a Tannemberg e ai Laghi Masuri. Fu un'autentica carneficina, che costò agli austriaci 130.000 morti. Kreisler, fronteggiando un assalto di cosacchi, fu colpito a una spalla dallo zoccolo di un cavallo, e subì una ferita d'arma da taglio a una gamba. Raccolto esanime dal suo attendente, fu condotto fortunosamente dietro le linee, e poi inviato a un ospedale militare a Vienna, dove fu giudicato inabile al servizio militare e onorevolmente congedato. Kreisler raccontò la propria esperienza bellica in un vivido memoriale (Quattro settimane in trincea, Gingko edizioni) nel quale l'orrore per la disumanizzante realtà della guerra non è disgiunto da un autentico fervore patriottico («La mia esperienza militare finì lì [...] e sostituii con l'anonimo abito civile la mia adorata uniforme, grato comunque del fatto che mi era stato permesso di essere, anche se per poco, di aiuto alla mia patria»). Il 24 novembre 1914, comunque, si trasferì nuovamente a New York, e in America trascorse gli anni della Grande Guerra, per non tornare in Europa che nel 1924, stabilendosi a Berlino, e, dal 1938, a Parigi. Ma con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale Kreisler, che tra l'altro era di origini ebraiche, si rifugiò nuovamente negli Stati Uniti, e ne acquisì poi  la cittadinanza nel 1943. Nel 1941 fu travolto da un autocarro mentre attraversava la strada a New York: soffrì una frattura del cranio e rimase in coma per una settimana. Questo incidente praticamente mise fine alla sua carriera - per quanto per qualche anno desse ancora concerti e partecipasse a trasmissioni radio. Kreisler è ricordato come uno dei più grandi violinisti di tutti i tempi (di lui si ammiravano in particolare la dolcezza del suono e la qualità espressiva del fraseggio), e anche per il curioso vezzo che ha caratterizzato la sua attività di compositore. Infatti scrisse, nello stile di maestri del passato, numerose pagine che presentava come "revisioni" di opere originali da lui rinvenute in fondi dimenticati e in oscure biblioteche. Solo nel 1935 rivelò di esserne l'autore, suscitando lo sconcerto, e anche l'irritazione, dei critici, ai quali replicò rinfacciando loro di averle prese per buone: «il nome cambia, ma il valore resta», commentò. Tra i falsi kreisleriani più celebri sono il Preludio e Allegro - spacciato per un'opera del torinese Gaetano Pugnani (1731-1798): un critico, dopo averne ascoltato l'esecuzione, aveva rimproverato a Kreisler di non aver interpretato correttamente le intenzioni dell'autore! - e il celeberrimo Liebesleid, una delle tre Alt-Wiener Tanzweisen (Antiche ballate viennesi) attribuite da Kreisler a Joseph Lanner, il "padre" del valzer viennese. Ma, oltre ai falsi, per alimentare il repertorio per le sue esibizioni concertistiche Kreisler realizzò anche adattamenti di composizioni celebri, come il Rondò dalla Serenata Haffner di Mozart, o il Finale del Concerto n. 2 per violino di Paganini (la celebre "Campanella").

La storia della musica è costellata di pagine - come Liebesleid - destinate in particolare ai "bis". Sono solitamente brani disimpegnati e fortemente caratterizzati: l'Allegro militare di Felice Giardini (un altro esponente del Settecento torinese) è tra gli antesignani di questo genere che avrà particolare diffusione nell'Ottocento, con la nascita del divismo concertistico. Un tipico esempio di queste pagine di elegante intrattenimento è la Romanza di Henri Vieuxtemps, che vanta un illustre precedente nella Romanza in Fa maggiore op. 50 di Beethoven: una composizione, quest'ultima, che non mostra alcuna delle complessità già esibite dal maestro in altre opere scritte intorno al 1800. La forma è trasparente (si tratta di un Lied con due episodi contrastanti, il secondo dei quali nel modo minore) e l'invenzione strumentale è improntata alla cantabilità lirica: una pagina amatissima dal pubblico, e guardata con qualche sospetto dalla critica, che le ha sempre rimproverato la deliberata ricerca di una dimensione accattivante e piacevole. Alcuni di questi "pezzi favoriti" si sono comunque conquistati un posto stabile nei repertori: come la Zingaresca (Zigeunerweisen) composta nel 1878 dallo spagnolo Pablo de Sarasate, un pezzo brillante che cerca una coloritura esotica nella rivisitazione di ritmi e inflessioni popolari. Come Kreisler e Sarasate, anche Franz von Vecsey fu un violinista prodigiosamente precoce (a 13 anni tenne a battesimo il concerto per violino di Sibelius). Normalmente le sue composizioni sono caratterizzate da difficoltà tecniche destinate a valorizzare il suo virtuosismo: in questo senso fa eccezione la Valse Triste, improntata invece ad uno struggente lirismo.

Un violino al fronte 
Henri Vieuxtemps (1820-1881) Romanza in sol maggiore
Felice Giardini (1716-1796)         Allegro militare
Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)       Rondò dalla Sinfonia "Haffner" (arr. Fritz Kreisler)
Fritz Kreisler (1875-1962)                 Liebesleid
Franz von Vecsey  (1893-1935)         Valse triste
Fritz Kreisler                                     Preludio e Allegro (nello stile di Pugnani)
Niccolò Paganini (1782-1840)            La Campanella  - Rondò dal II Concerto per violino (arr. Fritz Kreisler)
Ludwig van Beethoven (1770-1827)    Romanza in fa maggiore op. 50
Pablo de Sarasate (1844-1908)           Zingaresca op. 20

Premi per vedere il video

L'idea del concerto nasce da una delle passioni di Guido Rimonda, quella per la figura e l'opera di Fritz Kreisler, senz'altro definibile come il primo grande violinista del Novecento. Austriaco di nascita, Kreisler divenne celebre negli Stati Uniti: richiestissimo dalle migliori sale da concerto e dai salotti più esclusivi, seppe costruirsi una carriera prestigiosa, fatta di grandissima notorietà e di importanti contenuti artistici. Grande virtuoso del suo strumento, fu anche tra i primi, ad esempio, a riscrivere secondo un gusto contemporaneo brani di autori precedenti, risalendo fino a Bach... ma lasciando anche spazio alla sua esuberante vena creativa, tanto da presentare come rivisitazioni di temi di altri autori brani in realtà composti interamente da lui! Prima delle glorie americane, tuttavia, Kreisler aveva vissuto in prima persona il dramma della guerra: fu infatti soldato nelle fila dell'esercito austriaco; conobbe la realtà del fronte, anche se – a causa di una, per fortuna, lieve ferita – solo per un breve periodo, tuttavia sufficiente a imprimere in lui un segno indelebile. Da questo aspetto poco conosciuto è partito Guido Rimonda per esplorare – nell'ambito delle celebrazioni per il centenario della Grande Guerra – il vasto e quasi del tutto sconosciuto mondo della “musica in guerra”.

Anche al fronte, infatti, si suonava, si organizzavano spettacoli per le truppe, addirittura si costruivano strumenti musicali con materiali spesso di fortuna, come testimonia il commovente museo ad essi dedicato dalla città di Mirecourt, patria della grande scuola liutaria francese. Kreisler come punto di partenza, dunque, e infatti diversi suoi brani figurano in programma, su tutti l'emozionante e virtuosistico Preludio e Allegro.

Ma si potranno ascoltare anche diverse altre composizioni sicuramente eseguite per le truppe, nella prima guerra mondiale come in altre guerre, a testimonianza del fatto che la ricerca della dignità e dell'umanità è viva sempre, in ogni epoca. Si andrà quindi da opere molto conosciute, come la celeberrima Romanza di Beethoven e la spettacolare Zingaresca di Sarasate, fino a brani ben poco noti, ripescati dall'oblio dalla passione e dal talento musicologico di Guido Rimonda; ne sono esempio l'Allegro militare di Giardini o la Valse triste di Vecsey. 

Un programma vario e ricchissimo di spunti, inframmezzato dalle toccanti lettere dei fratelli Garrone, nelle quali rivive ogni aspetto della guerra, soprattutto quello che più da vicino tocca i sentimenti più profondi dell'animo umano. 

DISPONIBILITÀ 2015 - 2017

Enrico M. Ferrando