Corriere del Ticino

Mon 16 Feb 2009

Straordinario Thiollier alla Rsi.

[...] strappando al pubblico luganese ancora ovazioni per la sua grande arte pianistica.L'edizione 2009 dei Concerti pubblici, dedicata alla nicchia tematica della musica francese meno appariscente, si è arricchita di un nuovo capitolo grazie al recente appuntamento musicale tenutosi venerdì scorso, nello spazio raccolto dell'auditorio Stelìo Molo della RSI di Besso. Con una curiosa omonimia, a condurre le sorti dal podio dell'Orchestra della Svizzera Italiana, in questo concerto della rassegna intitolata Paris boulevard, è stato il direttore Alain Paris, a cui è stato affidato lo svolgimento di un programma articolato e arricchito dalla partecipazione solistica del pianista Francois-Ioel Thiollier.
E Thiollier, a cui si è riservato il preponderante ruolo protagonistìco dell'intera prima parte di serata, ha potuto sfoderare le sue straordinarie qualità esecutive nelle composizioni per pianoforte e orchestra della Ballade in fa diesis magg. op. 19 di Gabriel Fauré e delle Variazioni sinfoniche di Cèsar Franck, confermando così la sua poliedricità interpretativa capace di spiccare nelle differenziazioni stilistiche. Il pianista franco-americano ha infatti nuovamente dimostrato la sua conosciuta eloquenza musicale esibendo grande disinvoltura e sicurezza anche in questi repertori meno usuali, esaltando principalmente la ricerca coloristica in Fauré e valorizzando invece il quadro temperamentale delle elaborazioni concettuali in Franck. E quando il testo musicale non eccelle, è proprio dalla creatività interpretativa di artisti come Thiollier che viene il soccorso per conciliare il risultato espressivo di composizioni meno significative.
La chiarezza propositiva e la vivida realizzazione del solista francese sono apparse trainanti anche per il contesto dell'accompagnamento, attivato dalla sensibile partecipazione dei musicisti della formazione. Applausi ripetuti hanno quindi convinto il comunicativo Thiollier ad abbandonarsi in due strepitosi bis da pagine di Scriabin, per la sola mano sinistra, e Schubert, strappando al pubblico luganese ancora ovazioni per la sua grande arte pianistica. Il direttore Alain Pàris ha quindi completato il programma facendo eseguire all'OSI La Création du monde op. 81 a di Darius Mìlhaud, composizione spiritosa dalle curiose soluzioni armoniche attinte a piene mani dal mondo della musica leggera e dal jazz. Concludeva la serata il brano Paris. Suite symphonique di Jacques Ibert, una gradevole ambientazione sonora dal descrittivismo orchestrale quasi didascalico, che infine nuovamente ha raccolto le simpatie del pubblico.
Susanna Zalateo