Brescia Oggi

Thu 1 May 2008

Un trionfo per il «mago» della tastiera Say

E poi la «Rapsodia in Blue» finale: Fazil Say estremizza il discorso prendendosi libertà agogiche e ritmiche, un vero e proprio personaggio sulla scena del teatro Grande. Ottima prova dell’Orchestra filarmonica di Monte Carlo diretta da John Axelrod. Strepitosa la seconda parte del concerto.

Un vero trionfo il finale del concerto inaugurale del 45° Festival pianistico "Arturo Benedetti Michelangeli", svoltosi ieri sera al teatro Grande: la «Rapsodia in Blue» di George Gershwin, nella vibrante ed estroversa interpretazione pianistica di Fazil Say, con un’Orchestra di Monte Carlo lanciatissima sotto la direzione di John Axelrod, ha conquistato definitivamente il pubblico bresciano...

...Il pubblico ha decretato il successo della serata fin dalla complessa fase iniziale, applaudendo sia Fazil Say sia l’Orchestra di Monte Carlo e il suo direttore Axelrod a più riprese, mentre le telecamere della Rai riprendevano il concerto.

Ma è stata la seconda parte quella che sicuramente ha più entusiasmato tutti quanti, a partire da «Black, brown and beige» di Duke Ellington, pezzo in cui il jazz emerge con forza e calore fin dalle primissime battute: ritmi di danza, fox trot e boogie-woogie, tromboni che strombazzano con grandi sordine, clarinetti bassi col loro timbro nobile e delicatissimo fino alla kermesse finale.

E poi la «Rapsodia in Blue» finale: Fazil Say estremizza il discorso prendendosi libertà agogiche e ritmiche, un vero e proprio personaggio sulla scena del teatro Grande.

Grandissimi gli applausi, e fra i bis una versione jazz al pianoforte del «Summertime» di Gershwin.
Luigi Fertonani