Il Corriere della Sera

Sat 10 Mar 2007

Inossidabile Mullova nell' omaggio a Bach

La purezza timbrica, la perfetta intonazione, qualità emerse anche nella simbiosi con Dantone, infine la tenuta emotiva della Ciaccona, erano il più singolare fioretto al pudore sentimentale di Bach.Occorre il cosiddetto self-control per non incappare nella trappola dell' eccesso di suono, il bel suono passionale del violino, il dominio di sé che Viktoria Mullova ha dimostrato di possedere nella maratona Bach.

Oltre i brani-sfida, gli assolo, figuravano le due Sonate eseguite assieme al clavicembalista Ottavio Dantone... Dalla Gavotte in poi, culminata nella clamorosa Ciaccona finale, vero e proprio campionario di luoghi virtuosistici, l' omaggio a Bach ha raggiunto il vertice.

La musica di quegli anni richiede la minima vibrazione delle dita sulle corde, e la Mullova, geniale nell' alternare partite e sonate secondo il disegno di Bach, si è rivelata rigorosa nell' imbrigliare le potenzialità sonore del suo Stradivari.

Era come se avesse scelto l' illuminismo quale riflesso della propria identità, determinata a rimandare le passioni, perchè non accampassero diritto alcuno all' «espressione».

La purezza timbrica, la perfetta intonazione, qualità emerse anche nella simbiosi con Dantone, infine la tenuta emotiva della Ciaccona, erano il più singolare fioretto al pudore sentimentale di Bach. Inossidabile Mullova.
Mya Tannenbaum