Carteggi Letterari + Gazzetta del Sud

Tue 2 Jan 2018

Buratto in Rachmaninov

Cuore pulsante del capodanno musicale messinese è il Concerto per pf e orchestra n. 2 in do minore op. 18 di Sergej Vasil’evic Rachmaninov, solista il giovane Luca Buratto, vincitore dell’edizione 2015 dell’Honens International Piano Competiton di Calgary.
Di Buratto interprete, sin dai primi accordi, emerge la definita personalità ed un sentire profondissimo, lucido, mai eccessivo: con un fare abbandonato alla purezza di suono e sentimento e la postura, il movimento che, a tratti, ricordano Gould sulla storica sedia, Buratto va a toccare le corde più sensibili con un’ assortita gamma di colori che va dall’autentico, al pirotecnico, al cristallino. Buona l’intesa con l’Orchestra ed il maestro Alibrando, sinergia immediata ed intensa che ha prodotto pagine di estrema delicatezza come l’Adagio sostenuto, intriso di lirismo e cantabilità. Richiamato più volte sul palcoscenico, il maestro Buratto ha, inoltre, regalato un’intima esecuzione de Davidsbündlertänze, op. 6 n 1 di Robert Schumann.


Marta Cutugno + Elisabetta Reale