Corriere Bit Musica

Sat 14 Mar 2009

Andrea Lucchesini al Teatro Civico di Vercelli

Crediamo non si cada nella retorica definendo memorabile l'interpretazione mozartiana del quarantenne pianista toscano [...]Siamo grati alla bella città di Vercelli, per averci offerto la prova, se mai ce ne fosse bisogno, che anche in provincia è possibile abbandonarsi al piacere di ascoltare ottima musica, di eccellente livello esecutivo. Il concerto di Venerdì sera 13 marzo, presso il Teatro civico, nell'ambito della locale XI Stagione concertistica, ha avuto come protagonisti il pianista Andrea Lucchesini e l'Orchestra Camerata Ducale, sotto la guida del suo fondatore (insieme con la pianista Cristina Canziani) e direttore stabile, il violinista Guido Rimonda, con un programma impaginato sui maestri del classicismo viennese, F.J.Haydn e W.A. Mozart. Era la prima volta che ascoltavamo dal vivo la Camerata Ducale, attualmente una delle più interessanti compagini orchestrali piemontesi (e italiane!), nata a Torino nel 1992, specializzata nella musica a cavallo tra XVIII e XIX sec. E in particolare nelle opere di G. B Viotti, oggetto di amorosa ricerca di Canziani e Rimonda: è stata una vera gioia ascoltare un organico giovane, diretto magistralmente, affiatatissimo, dal suono sempre caldo e morbido, capace di trascorrere, negli archi come nei fiati, dalla più delicata grazia settecentesca a certi inquietanti fremiti "sturmer" presenti nelle opere in programma. La prima delle tre composizioni proposte è una rara chicca haydniana (1775 ca.), la Sinfonia in do maggiore n. 60 "Il Distratto", così intitolata perché ricavata dalle musiche di scena per una omonima commedia francese. In effetti, più che una sinfonia vera e propria si tratta di una suite in sei tempi, piacevolissima, di notevole ricchezza e varietà tematica; la sua originalità più appariscente sta nel fatto che l'orchestra deve spesso distrarsi, commettendo grossolani errori di esecuzione, peraltro subito corretti. L'episodio più divertente si ha nel Finale, quando gli archi sbagliano accordatura e l'orchestra è costretta a fermarsi per riaccordare gli strumenti. Partecipa a questa deliziosa commedia sinfonica anche il direttore, che spesso abbandona il podio e si mette a vagolare trasognato tra gli orchestrali, perde la bacchetta, si volge al pubblico cercando chissà che... . E' stata quindi la volta di Mozart, con i due concerti per pianoforte KV 488 e KV 271, due autentiche gemme del catalogo del grande salisburghese, eseguiti e diretti da Lucchesini (mentre Rimonda prendeva posto come primo violino). Crediamo non si cada nella retorica definendo memorabile l'interpretazione mozartiana del quarantenne pianista toscano: il suo tocco sempre sobrio, leggero, di soave eleganza, di tersa e luminosa chiarezza, ma capace anche di velarsi di quella indicibile, soffusa malinconia che pervade la siciliana del KV 488, ci ha innalzato in quelle indicibili regioni dello spirito che solo la musica (e soprattutto la musica apollinea di Mozart !) è capace di schiudere. Due bis, l'Impromptus op. 90 n. 2 di Schubert e una sonata di Scarlatti, hanno degnamente chiuso questa festa vercellese della musica, tra gli scroscianti applausi di un pubblico numeroso e riconoscente.
Bruno Busca