Bonner Wirtschaftsblog

Wed 21 Nov 2007

PROFONDO. Lucchesini alla Banhof Rolandseck

Bonn. Grandioso l’approccio interpretativo così come la riflessione tecnica... Il suono sovrano di Lucchesini...I partecipanti al Concorso Beethoven, che inizia lunedì, dovranno sottoporsi al giudizio di una severa giuria. Nuovo, nel consesso dei giurati, l’italiano Andrea Lucchesini: soddisfare le sue esigenze non sarà facile per gli aspiranti pianisti.

Con un récital fulminante alla Bahnhof Rolandseck ha dimostrato che artista profondo sia….Di recente il 42enne pianista ha inciso tutte le Sonate di Beethoven.

Come abbia esplorato a fondo questo cosmo, lo ha dimostrato con le tre Sonate op 109, op 110 e dopo l’intervallo con la Hammerklavier op 106: musica del tardo periodo, piena di contrasti e fratture, con bruschi cambiamenti dalla tenera lirica alle diaboliche fughe, dalle masse sonore imponenti a momenti in cui la musica sembra svanire.

Un modo di terreno dunque in cui ci si può perdere. Lucchesini sfugge a questo pericolo grazie ad una grande tranquillità interiore, insita nel suo suonare. Non ha mai perso la linea interpretativa, ogni momento è parte di uno sviluppo. Questo non vuol dire assolutamente piattezza disimpegnata. Il secondo movimento della Sonata in mi maggiore è risultato puntato e caratteristico tanto da ricordare Schumann. Ma Lucchesini si è negato un Prestissimo temerario come puro effetto atmosferico.

Per lui è più importante la struttura conclusiva. In dettaglio questo si è visto con evidenza nel tema delle variazioni, raffigurato con mirabile cantabilità ed eloquenza. Discesa del tema da un paese di sogno, mutazioni fatali, ritorno nel paese del sogno come essenza illuminata – così è stata una volta descritta la frase. Il suono sovrano di Lucchesini, che racconta la musica, ha reso questo comprensibile.

Lucchesini ha suonato l’Adagio dell’ op 110 in modo meravigliosamente trascendente, ha mostrato uno stupefacente spettro di finezze coloristiche ed articolari, ha reso incantevoli tutte le cantilene e illuminato l’intreccio contrappuntistico. Infine l’op 106: grandioso l’approccio interpretativo così come la
riflessione tecnica.

Raramente si sente così plasticamente sbocciare il germe del motivo nel tema principale. Ed anche il grandioso Adagio ha perso la sua oscurità senza che vada perso quanto di prodigioso c’è in questo viaggio.