Süddeutsche Zeitung

Tue 20 Nov 2007

RICCO DI SFUMATURE E TRASPARENTE

Lucchesini si è astenuto da qualsiasi esteriorità ed ha comunicato la sua arte solo attraverso la musica. Anche se questa è la strada più difficile, il suo messaggio è arrivato al pubblico ed ha portato ad un lungo, riconoscente ed entusiastico applauso.Germering/Grobenzell
…… Molti pianisti inclinano agli effetti esteriori, al fine di comunicare al pubblico il loro intimo sentire. AL , che ha suonato venerdì nella Orlandosaal della Stadthalle (e sabato alla Steinerschule di Grobenzell), si è astenuto da qualsiasi esteriorità ed ha comunicato la sua arte solo attraverso la musica. Anche se questa è la strada più difficile, il suo messaggio è arrivato al pubblico ed ha portato, alla fine, ad un lungo, riconoscente ed entusiastico applauso.

AL ha aperto il suo programma con quattro Sonate di D Scarlatti, che costituiscono un piccolo ciclo nel senso che, dal punto di vista strumentale, mostrano stili comparabili. Trilli che arricchiscono con leggerezza il tema sono presenti già nella prima Sonata (K 491). Con, spesso, un minimo volume sonoro e ciò malgrado con dolci effetti di eco, il suono è di una trasparenza cristallina.

In consapevole contrasto gli scorrevoli passaggi a tre voci, immersi in un uso del pedale attentamente calibrato. Tocco perlato con una estesa scala cromatica contraddistingue il secondo brano (K 454), nel quale si è sviluppato un percorso pieno di naturale tensione.

Seguivano, di Schubert, gli Improvvisi op 99 D 899, composti nel 1827. Nel primo (Allegro molto moderato) risuona une melodia cantante, impressionante nella sua semplicità, che attraversa tutto il brano. Gli accordi, pieni di felicità e spesso combinati non sono stati mai pesanti, ma hanno piuttosto formato una tavolozza di suoni. Il secondo brano (Allegro) aveva un suono pianistico quasi senza peso, che rispecchiava il gesto leggero come una piuma. Infinite legature
Nel terzo movimento (Andante) mentre il quarto (Allegretto) con le rapide figure vive della dinamica accuratamente dosata.

Dopo l’intervallo i 24 Preludio op 28 di F. Chopin. AL ha interpretato questi brani nati da ogni volta diversi temi, con inimitabile personalità, pieno di sfumature, evitando qualsiasi provocazione nel campo dell’espressione musicale. Che in alcune notazioni dinamiche nel testo il pubblico abbia trovato una sfumatura, personale, che nell’uno o nel l’altro tempo abbia abbia registrato una nota soggettiva, non è stato irritante ed ha raggiunto un suo senso complessivo nella
Compattezza dell’insieme: Alla fine due bis.