All About Jazz - Piano Music

Sun 10 Jun 2007

Andrea Lucchesini/Luciano Berio

Egregia l’interpretazione di Lucchesini (e consorte per i pezzi a quattro mani), profondo e attento conoscitore delle partiture di Berio. Il valore e la ricchezza della musica per pianoforte di Luciano Berio può già solo estrinsecarsi nella “Sonata per pianoforte solo”, conclusa nel 2001 ed eseguita in prima assoluta da Andrea Lucchesini nello stesso anno. Questo ‘enorme brano per pianoforte, quasi impossibile da suonare’, è, infatti, la summa delle aspirazioni a cui Berio mirava e rappresenta, sotto tutti e i punti di vista, un vero e proprio salto, un passo oltre, nella composizione per piano.

Giocata su tre accordi ‘simbolo’, soggetto e oggetto della storia della musica [quello di Tristano di Wagner, quello della Sagra della Primavera di Stravinskij e quattro note del Klavierstuck di Stockhausen], la “Sonata” armonizza, attraverso la sottrazione o l’aggiunta di (gruppi di) singole note, in modo magistrale un carattere simbolico mai abbandonato. Vertiginoso l’andirivieni con la storia, il tempo, la tradizione, la modernità... “Tutte le sonate, di ogni tempo e luogo, propongono e sviluppano, sempre e comunque, un dialogo fra diversi caratteri espressivi, fra diverse identità strutturali e tecniche, fra continuità e discontinuità, fra semplice e complesso, fra presenza e assenza ...”, annotava Berio a proposito.

Questa registrazione, da tempo attesa, è di grande importanza poiché presenta un gran varietà di brani, per stile, anno di composizione e materiale compositivo. Accanto alla “Sonata”, sono presentati “Six Encores” (1964-1990), “Rounds” (1967), “Cinque variazioni” (1952-3, 1966), “Touch” (1991) e “Canzonetta” (1991). Interessante scelta per entrare nel virtuosimo di Berio, lezioso, sornione e pieno di tenerezze.

Egregia l’interpretazione di Lucchesini (e consorte per i pezzi a quattro mani), profondo e attento conoscitore delle partiture di Berio.
Francesca Odilia Bellino