Il Mesaggero Veneto

Wed 29 Mar 2006

Lucchesini e Brunello un concerto con due fuoriclasse

Lucchesini esibisce una tecnica solida e precisa, accompagnato in questo dal ferreo contrappunto orchestrale: appare quindi un Hindemith insolito, a tratti mahaleriano e contemporaneamente sanguigno. PORDENONE.... Protagonisti due grandi musicisti italiani, il violoncellista e direttore d'orchestra Mario Brunello e il pianista Andrea Lucchesini, accompagnati dall'Orchestra d'Archi Italiana. Entrambi i solisti godono di un’ormai riconosciuta fama a livello internazionale, ammirati e apprezzati in tutto il mondo a scapito delle cassandre che riconoscono meriti solo a quello che si fa all'estero. ... Nell’ esecuzione di Die vier Temperamente , un brano per pianoforte e orchestra d'archi composto da Hindemith nel 1940, emergono tutte le ragioni della grande considerazione che Lucchesini e Brunello raccolgono nel mondo. La partitura hindemithiana appare da subito lucida e vigorosa, l'impasto sonoro dell'Orchestra d'Archi mette in risalto tutto il vigore di uan composizione originariamente pensata per una musica da balletto e della quale mantiene freschezza e equilibrio. Lucchesini esibisce una tecnica solida e precisa, accompagnato in questo dal ferreo contrappunto orchestrale: appare quindi un Hindemith insolito, a tratti mahaleriano e contemporaneamente sanguigno. La complicità della stesura in quattro variazioni fornisce all' ensemble l'occasione per firmare un'esecuzione di gradissimo livello. Lieve flessione con il Concerto di Schuman, in cui appare evidente il divario fra il lirismo di Brunello e alcuni limiti dell'accompagnamento orchestrale, ma i grandi applausi e l'entusiasmo del pubblico riservano una sorpresa. Incalzato dai richiami, Mario Brunello si accomoda e propone come bis il Preludio della Suite n. 1 per violoncello solo di Bach. Già dalle prime note si avverte la magia che Brunello sa creare, l'esecuzione cattura i respiri del pubblico, l'abusata partitura appare d'un tratto in tutta la sua controversa semplicità, e Brunello cesella ogni nota con una lucidissima abilità da vero, assoluto fuoriclasse. Due minuti e quaranta secondi di assoluta estasi, sufficienti a lasciare un segno indelebile.
Gabriele Giuga