Musica

Tue 1 May 2007

Premiato con cinque stelle per il CD di Berio

Magistrale è anche l’interpretazione dei sei brevi Encores, scarnificati nel timbro e nelle dinamiche, calati in atmosfere rarefatte, di muto stupore...BERIO: Sonata; Six Encores; Rounds; Sequenza IV; Cinque Variazioni; Touch; Canzonetta
Pianoforte: Andrea Lucchesini
AVIE AV2104
DDD 61:32

Dopo quella di Andrea Bacchetti, apparsa nel 2004 per la Decca, questa di Andrea Lucchesini è la seconda integrale dell’opera pianistica di Luciano Berio. Le due integrali in realtà non sono identiche perché quella di Bacchetti comprende la Petite Suite del 1947, una pagina giovanile poco considerata dallo stesso Berio, mentre Lucchesini tralascia la Petite Suite e include la Sonata del 2001, della quale è stato il primo interprete.

La Sonata, con i suoi quasi 25 minuti di durata, è anche la pagina più importante del catalogo pianistico i Berio, insieme alla Sequenza 4 del 1966, oltre ad essere uno dei capolavori in assoluto dell’ultima fase creativa del compositore genovese. L’interpretazione di Lucchesini è ammirevole per tensione virtuosistica (la scrittura della Sonata è in alcuni punti ipertrofica, ai limiti dell’ineseguibilità) lucidità e densità emotiva: il si bemolle iniziale che viene eseguito in modo ossessivo fino allo straniamento e torna alla fine, in una sorta di circolo ipnotico, diventa il vero centro gravitazionale di una pagina dove a momenti di autentico furore si alternano – in particolare nella lunga coda – zone di stagnazione.

Estremamente lucido e asciutto Lucchesini si rivela anche nella Sequenza, sempre affrontata da una prospettiva di estremo rigore, con tocco incisivo e robusto, una notevole creatività digitale, sonorità scarne e quasi prive di alone.

E non è solo l’alone sonoro ad essere ridotto i minimi termini, è anche l’alone sentimentale, con una sostanziale attenuazione dei contrasti dinamici (molto più accentuati nell’interpretazione di Bacchetti).

Magistrale è anche l’interpretazione dei sei brevi Encores, scarnificati nel timbro e nelle dinamiche, calati in atmosfere rarefatte, di muto stupore, siano le superfici diafane di Wasserklavier, la cui melodia risuona da remore distanze, siano di leggerissimo crepitio sonoro di Feuerklavier o la filamentosa, cangiante tessitura di Luftklavier. E magistrale è anche il controllo delle sonorità in Rounds, che è un vero e proprio studio sull’uso del terzo pedale.

La stessa lucidità e lo stesso impeccabile controllo virtuosistico contraddistinguono l’interpretazione delle Cinque Variazioni, una pagina seriale degli anni cinquanta, mentre in Touch e nella Canzonetta Lucchesini e la moglie Valentina ci fanno partecipi di due minuscole e privatissime pagine per pianoforte a quattro mani – non pubblicate – che rappresentano il regalo del compositore per le loro nozze, a testimonianza di un’amicizia che andava oltre la collaborazione artistica.
Luca Segalla