Il Mattino

Sun 11 Jan 2009

Buchbinder, tutto esaurito.

[...] Buchbinder restituiva tutta l'unicità, quella patina fatta di limpidezza cantabile grazie a un legato scrupoloso e allo stesso tempo spingendo i contrasti torbidi e timbrici fra linee perlacee e ombre scure. La Vienna di Rudolf Buchbinder, quel mordo musicale che fu culla di geni musicali, quel monde dove il pianista austriaco si formò, è stato il protagonista della serata dedicata a Haydn, Beethoven e Schubert per gli Amici della Musica venerdì sera all'Auditorium Pollini, esaurito in ogni posto per l'occasione. Nome ben noto e amato dal pubblico padovano, Buchbinder è uno del migliori interpreti del classicismo, enorme fetta di repertorio pianistico, musicista squadrato o rigoroso improntato a una grande chiarezza formale. La Sonata n.23 Hob XVI di Haydn fluiva con geometrica semplicità interpretatìva, e anche se sui pianoforti moderni l'agilità richiesta con volatine, arpeggi, scale e scalette rimane sempre alquanto scomoda nella giusta ricerca di suono e chìarezza, Buchbinder non nascondeva le difficoltà intrinseche della tecnica haydniana risolvendo quelle del linguaggio con asciuttezza, essenzialità e severità, mettendo in equilibrata evidenza cromatismi e armonie. Il giovane Beethoven della sonata po. 2 n. 3 è già un altro mondo: Buchbinder ne riscopriva e accendeva i contrasti seppur senza concedersi troppe libertà individuali, ma attenendosi con precisione alla cura dei particolari, al rilievo di tutti i registri pianistici o agli improvvisi cambi di luce, tipiche tinte beethoveniane. A ciascuno il suo: anche a Schubert, nella monumentale Sonata D960, grande affresco sempre da riscoprire, Buchbinder restituiva tutta l'unicità, quella patina fatta di limpidezza cantabile grazie a un legato scrupoloso e allo stesso tempo spingendo i contrasti torbidi e timbrici fra linee perlacee e ombre scure. Le arcate liriche scorrevano su vie di assoluta meditazione senza indugiare: un unico respiro. In fuori programma l'Improvviso op.90 n. 2 di Schubert e un'acrobatica parafrasi di Alfred Grunfeld dal "Pipistrello" di J.Strauss, rniniature di cui Buchbinder - pochi lo sanno - è maestro assoluto. Successo caldissimo.
Mirko Schipilliti