Taz.de

Thu 15 May 2008

Le esperienze di Johann Sebastian Bach.

[...] e forgia volte sonore, che trasportano gli ascoltatori come se fossero in una cattedrale.I nuovi Dischi di Pedal e Nsi mostrano quello che si può creare con il pianoforte. Inoltre sono recentemente apparse le Interpretazioni delle ultime opere di Bach di Pierre Laurent Aimard.

Occuparsi del passato, come si sa, rafforza la visione sul presente.
Invece nel caso del pianista Pierre Laurent Aimard si può affermare che la sua analisi della Musica del presente lo ha sensibilizzato per le epoche passate.
Il suo intervento analitico, sperimentato sui compositori del XX secolo come Olivier Messiaen o György Ligeti, nella sua prima registrazione con Deutsch Grammophon in Bach ”L’arte della fuga” si distacca da qualsiasi romanticismo pianistico.
Aimard si è prefissato a dire qualcosa: Bach verso la fine della sua vita ha portato tutta la sua arte contrappuntistica ad un compendio di fughe di difficoltà labirintiche.
Non ci sono stati fino ad ora molti studi per pianoforte su questa opera prepotente sia dal punto di vista teorico che tecnico.
Aimard rende chiara una cosa sin dal primo suono: le annotazioni sullo spartito.
Chi vuole sapere cosa può essere la polifonia nel Pianoforte sarà soddisfatto a pieno.
Nonostante il suo modo semplice di suonare, nel ritmo medio può produrre sfumature sia liriche che sublimi e forgia volte sonore, che trasportano gli ascoltatori come se fossero in una cattedrale.