Corriere della Sera

Sun 20 Jul 2008

Un Brahms “sbarazzino” col clarinetto dei Capuçon

[...] Il loro Brahms giunge infatti con una ventata di freschezza sbarazzina e temperamento da sentirlo estraneo alla solita dialettica “ classico/ moderno”[...]Col Doppio Concerto in la minore per violino, violoncello e orchestra op. 102 e il quintetto con clarinetto in si minore op.115 di Johannes Brahms si è di fronte a due di quegli immortali capolavori dello strumentalismo ottocentesco al cui riguardo nessun aggettivo sarà mai sufficientemente eloquente. Ovvio altresì che la relativa letteratura esecutiva sia ampia assai. Un’ incisione in più ha senso dunque se gli interpreti hanno qualcosa di nuovo da dire. Ed è questo il caso del clarinetto di Paul Meyer e più ancora dei fratelli Renaud e Gautier Capuçon, ottimi solisti quanto eccellenti cameristi. Il loro Brahms giunge infatti con una ventata di freschezza sbarazzina e temperamento da sentirlo estraneo alla solita dialettica “ classico/ moderno”. Interessanti anche i partner, e specificatamente la Mahler Chamber con Chung.
Enrico Girardi