Il Corriere Musicale

Wed 30 May 2018

Antonio Pappano e la fuoriclasse Veronika Eberle al Lingotto di Torin

 

Seconda parte di serata per intero orientata entro il giardino lussureggiante dell’universo brahmsiano. E allora ecco innanzitutto il Concerto per violino op. 77: interprete di lusso la fuoriclasse Veronika Eberle (in luogo di Lisa Batiashvili inizialmente prevista), classe 1988, una carriera ormai di altissimo profilo, tecnica agguerrita e gran magnetismo. Proprio al Lingotto la Eberle già s’era fatta ammirare nell’effusivo Concerto brahmsiano dall’impervia cadenza in occasione di un concerto della Swedish Radio Symphony Orchestra nell’aprile del 2016: e aveva sedotto l’intera platea, diretta da Harding.  Di nuovo si è ripetuta la magia di un’esecuzione impeccabile sul piano tecnico, con magnifici cantabili, un attacco dell’Allegro a dir poco incandescente, flessuosità nel secondo tema, tutto ritmi di danza, delicatissime note filate nel tempo lento, cantabili di indicibile bellezza e molto charme in quelle zone d’ombra, in quei trasalimenti che del Concerto op. 77 costituiscono uno dei motivi di maggior fascino. Ottimamente assecondata dalla COE in forma splendida, affrontava il Rondò conclusivo con un’esuberanza vigorosa ed energetica davvero uniche. Recensendola nel 2016 era accaduto di scrivere: «Vigoria ed appeal, eleganza, raffinatezza, appropriatezza di stile e capacità di ‘tenere’ il pezzo in toto. Che altro di più?». Non si può far altro che confermare con ammirazione il lusinghiero giudizio. Ed è stato un piacere ritrovare anche l’insolito bis che già Veronika Eberle ci aveva proposto due anni innanzi:  l’Andante (il solo tema, beninteso e non le variazioni, ovviamente) dalla Sonata in re maggiore per violino solo op. 115 di Prokof’ev, dal melodismo naïf e pieno di candore.


Attilio Piovano