La Gazzetta di Mantova

Fri 15 Feb 2008

Prova di sensibilità e gioventù

Sicura e lucente la prova di Carcano (slanciate cadenze d’impronta cembalistica firmate da Wanda Landowska) sulla scorta di uno sperimentato colloquio con l’orchestra mantovana perfezionato in una recente tournéeNon ha mancato l’esaurito al teatro del Bibiena il nuovo concerto dell’Orchestra da Camera di Mantova dedicato ad Haydn, due giorni dopo il precedente.
Programma quasi identico (due sinfonie e due concerti), ma due giovani solisti da scoprire: il pianista torinese ventitreenne Gabriele Carcano - un brillante, maturo, infallibile allievo di Aldo Ciccolini - e la violoncellista Sol Gabetta, 27 anni, argentina ma di nonni italiani, talento superlativo del quale si sono già accorti i teatri di mezzo mondo.

Li ascoltavamo rispettivamente nel Concerto in re maggiore per pianoforte e orchestra, e nel Concerto in do maggiore per violoncello e orchestra: due perle della produzione di Haydn perché in esse la commistione fra virtuosità e intimismo lirico si svela in proporzioni perfette ma malleabili, pronte ad intonarsi con le diverse sensibilità degli interpreti che le avvicinano.

Entrambi questi giovani ci sembra abbiano collocato Haydn sotto la luce della rivelazione operando, con le distinzioni del caso, secondo le stesse modalità: da un lato una ambientazione stilistica arcaica, per rammentarci che Haydn ebbe radici più antiche di Mozart (era nato nel 1732) ed ebbe a subire più evidentemente le influenze in esaurimento del barocco; e dall’altro l’accentuazione più estroversa del ritmo incalzante, della brillantezza gioiosa e della liricità riflessiva che preme sul pedale di un’emozione umana sempre più personale e sempre meno prevedibile, a sottolinearne i contenuti innovativi.

Sicura e lucente la prova di Carcano (slanciate cadenze d’impronta cembalistica firmate da Wanda Landowska) sulla scorta di uno sperimentato colloquio con l’orchestra mantovana perfezionato in una recente tournée

...Due bellissimi incontri questi, con corona di bis (Schumann per Carcano, ed un suggestivo Peteris Vasks per Gabetta), e lunghi applausi sotto l’abbraccio dell’orchestra mantovana, motivata per un’azione fortemente ispirata, perfino didattica.
Andrea Zaniboni