La Stampa

Sat 26 Apr 2008

Pinnock&Pires dopo Mozart arriva il bis a quattro mani

...la grande pianista che da tempo mancava: musicista finissima ha dato del Concerto K 271 un'esecuzione memorabile, dove la monumentalità dell'architettura era continuamente riscaldata da una vena di tenerezza, sempre composta e interiorizzata......Pinnock ha dimostrato che per dare vita ad una partitura...quel che conta è capirne lo stile e il fraseggio...il 'settecento' sembrava di toccarlo con mano...

...stessa sensazione con il Mozart del Concerto K 271 per piano, zenit della serata per la partecipazione di Maria João Pires, la grande pianista che da tempo mancava: musicista finissima ha dato un'esecuzione memorabile, dove la monumentalità dell'architettura era continuamente riscaldata da una vena di tenerezza, sempre composta e interiorizzata.

L'Andantino centrale, accompagnato dagli archi con sordina, lo abbiamo ascoltato con il fiato sospeso, aggrappati alla qualità parlante del tocco della Pires, alla remota malinconia del suo canto; e quale sorpresa, al centro del torrenziale finale, scoprire la grazia 'ancien régime' di quel Minuetto...

...omaggio alla più pura civiltà concertante, dopo il diluvio di applausi la Pires e Pinnock si sono seduti assieme al pianoforte per un fuori programma a quattro mani...
Giorgio Pestelli