Il Gazzettino

Fri 8 Feb 2008

Il brillante eloquio di Rafal Blechacz.

Che il ventiduenne Rafal Blechacz accanto alle eccezionali doti pianìstiche [...] possieda una rilevante personalità, lo si capisce sin dalla Sonata K 311 di Mozart, in apertura del suo recital...Che il ventiduenne Rafal Blechacz accanto alle eccezionali doti pianìstiche - riconosciute anche con il trionfo assoluto all'ultima edizione de! Concorso Chopin di Varsavia - possieda una rilevante personalità, lo si capisce sin dalla Sonata K 311 di Mozart, in apertura de! suo recital al Comunale Monfalconese. Vi è una specie di risolutezza, quasi impulsività nell'interpretazione, che nell' architettura delle geometrie precise e solide lascia abbondante spazio per quello che definiremmo una raziocinante giocondità, le cui espressioni più marcate stanno negli sporadici accenti volutamente bruschi e, soprattutto, nelle licenze riguardanti l'agogica, trattata con notevole tocco individuale. Subito si cristallizza un'altra peculiarità, ossia una totalmente diafana chiarezza dell'eloquio, privo di particelle offuscatrici anche nei più brillanti e impervi passaggi. Il passo, o meglio dire il salto alle "Estampes" di Debussy non mette il musicista polacco in difficoltà. Però, benché tecnicamente e stilisticarnente ineccepibile, l'esecuzione manca dì plasticità, ma è facile prevedere che le contemplazioni più profonde su questo genere di letteratura saranno la conseguenza di una prevedìbile crescita artistica del giovane.
Aveva circa la sua età Karol Szimanowski quando scrisse le Variazioni in si bemolle minore, un pezzo che decisamente si avvale dell'esemplarmente raffinato e, nel migliore dei sensi, sobrio virtuosismo di Blechacz. Equamente sofisticata, priva di inquinamenti di qualsivoglia genere, è la sua visione poetica dei Vingt-quatre Préludes chopiniani, che scorrono fluidamente, scanditi dalle eccellentemente pianificate sospensioni della narrazione, a volte inserite all'interno di una frase proprio come se il pianista esitasse prima di pronunciare la sillaba successiva, attribuendo così al filo lirico una continua tensione drammatica. Un caldo successo.
Dejan Bozovic