Il Corriere della Sera

Sat 9 Dec 2006

La doppia anima del Quartetto Fauré

Davvero una gran bella realtà musicale è il Quartetto Fauré...hanno dimostrato una notevole maturità di saldi professionisti senza rinnegare l' entusiasmo dei neofiti... Successo grandioso...Davvero una gran bella realtà musicale è il Quartetto Fauré. Suonano assieme dal 1995 quando ancora stavano diplomandosi a Karlsruhe in conservatorio (Dirk Mommertz, pianoforte; Erika Geldseltzer, violino: Sascha Froembling, viola; Konstantin Heidrich, violoncello).

Da alcune stagioni bruciano le tappe di una folgorante carriera. L' altra sera hanno dimostrato una notevole maturità di saldi professionisti senza rinnegare l' entusiasmo dei neofiti sin dall' avvio del mozartiano Quartetto in mi bemolle maggiore K.493, negli scambi dinamici tra la tastiera e gli archi, nel chiaroscuro delle idee nel delizioso Larghetto cantabile. Non lesinando la leggerezza virtuosistica nel conclusivo Rondò.

Con ardore vitalistico è stato poi affrontato il Quartetto in mi bemolle maggiore op. 47 ove Schumann con insistenza accende e intensifica la vibratilità di ogni fioritura passionale. Ed anche qui il disegno esecutivo del Fauré è apparso pienamente all' altezza della situazione.

Da ultimo Brahms, con la complessa eloquenza del Quartetto in sol minore op. 25. Alternando ora gli accenti irruenti ora le figurazioni serene e riflessive, l' interpretazione del Quartetto Fauré ha restituito tutta la tensione espressiva di questa vetta della musica da camera.

Successo grandioso e, per bis, l' esotismo argentino di «Fauretango» di Eduardo Hubert, uno dei loro maestri.
IL QUARTETTO FAURÉ all' Olimpico per la Filarmonica
Luigi Bellingardi