Daily Telegraph

Wed 16 Jul 2008

La Sinfonia di Mahler “Symphony of a thousand” a St. Paul.

Il loro programma finale nella chiesa di St. Andrew, Holborn, è stato eseguito alla perfezione e la sua bellezza non era certo nascosta.La Sinfonia di Mahler “Symphony of a thousand” a St. Paul, sarà anche stato il grande exploit che ha chiuso il festival della città di Londra; ma anche i più “piccoli” hanno fatto la loro parte, soprattutto il Pavel Haas Quartet, uno dei migliori giovani quartetti del mondo.
Il loro programma finale nella chiesa di St. Andrew, Holborn, è stato eseguito alla perfezione e la sua bellezza non era certo nascosta.
Quando Maxwell Davies ha avuto bisogno di dolore e rabbia per A “Sad Paven For these Distracted Times” loro hanno saputo tirarli fuori.
Nel loro secondo quartetto, del compositore da cui prendono il nome, “ From The Monkey Mountain”, i ritmi folkloristici brillano incandescenti.

È stato il nuovo pezzo di Alexander Goehr che veramente ha fatto il concerto.
La musica di Goehr può essere seriosa, ma non c’è niente di pedante ne in “Since Brass” ne in “Stone”, composte in memoria di Haas e degli amici musicisti nei campi nazisti.
Per 15 minuti gli archi con un impeto improvviso, in uno stile fugale deliziosamente singhiozzante, si sono intricati e uniti con le delicate percussioni.
Il Quartetto Haas include percussioni, ma soltanto per evidenziare la consistenza degli archi; L’ambizione di Goehr è quella di fondere le sue risorse musicali in un magico giardino di diverse sfaccettature.Questa è la musica che delizia l’udito, stimola il cervello e tocca il cuore: cosa può volere di più un ascoltatore?