La Repubblica

Sun 2 Mar 2008

DANIEL HOPE STREGA L´AUDITORIUM

Ha voluto (e ha saputo) strafare Daniel Hope. Non gli è bastato stregare il pubblico con un´esecuzione elettrica e cesellata del Concerto n.1 di ostakovic; l´ha definitivamente soggiogato suonando come fuori programma un Raga violinistico di Ravi ShankarHa voluto (e ha saputo) strafare Daniel Hope. Non gli è bastato stregare il pubblico dell´Auditorium con un´esecuzione elettrica e cesellata del Concerto n.1 per violino e orchestra di ostakovic; l´ha definitivamente soggiogato suonando come fuori programma un Raga violinistico di Ravi Shankar, pirotecnica rapsodia dal virtuosismo indo-paganiniano sciolta in levità strumentale.

Ascoltato dal vivo, Hope è meglio che in disco: il suo modo di accostare gli autori è frutto di un atto di possesso musicale privo di pigrizie o premeditazioni.

Lo si capiva bene sia negli episodi cupamente cantabili e sentimentali sia nei passaggi di pura energia strumentale, come la vertiginosa cadenza: l´estro e la consuetudine eclettica dell´interprete si infiammano a contatto con linguaggio multiforme di ostakovic, anche per gli spazi di manovra strumentale e improvvisazione poetica dell´accompagnamento orchestrale di Vladimir Fedoseyev.
Angelo Foletto