La Repubblica

Wed 9 Jan 2008

La potenza del Bolscioi

Teatro alla Scala....ancor più dovuta l´approvazione per il pianista Nikolai Lugansky che nella ‘paganiniana´ Rapsodia di Rachmaninov ha sfoggiato finezza, rastremazione dolce di tocco, fraseggi spiritati, brillantezza moderna e vivida.Per la prima volta a Milano in veste concertistica, i complessi del Bolscioi di Mosca - palcoscenico storico, quasi coetaneo scaligero, attualmente in restauro - hanno fatto il tutto esaurito e infiammato il pubblico.

Convincendo con i pregi e le imperfezioni caratteristiche di questo grande teatro col quale la Scala ha sancito un´antica alleanza operativa, rinnovata proprio qualche mese fa: onorata con l´ospitalità (in autunno) a una produzione russa, e con la presenza dell´orchestra scaligera alla riapertura del teatro moscovita, nell´ottobre 2009.

La direzione farraginosa e il gusto un po´ pacchiano di Alexander Vedernikov accendono l´indole del Bolscioi secondando l´effetto più che l´idea musicale, seducendo non per finezze ma per vigore.

Attraverso questa visione interpretativa fascinosamente antiquata, orchestra e coro moscoviti hanno avuto modo di esibire la stregante grana vocal-strumentale. La tinta brunita della "tempesta" dantesca evocata nella Francesca da Rimini di Ciaikovskij, e gli smalti cinerini della quinta teatrale d´avvio di Aleksandr Nevskij di Prokofiev, avevano un sapore unico.

Così è difficile ascoltare altrimenti quella tipica potenza sonora ingolfata ma rotonda e gessosa come le stuccature dorate dell´imperiale sala del Bolscioi. Suono e gesto esecutivo di Vedernikov evitano selettività di concertazione. Tutti suonano (o cantano) come sanno e a più non posso: con anima e partecipazione.

Ovvio l´entusiasmo per l´epico Aleksandr Nevskij (solista Yelena Manistina), ancor più dovuta l´approvazione per il pianista Nikolai Luganskij che nella ‘paganiniana´ Rapsodia di Rachmaninov ha sfoggiato qualità opposte: finezza, rastremazione dolce di tocco, fraseggi spiritati, brillantezza moderna e vivida.

Teatro alla Scala, replica questa sera ore 20
Angelo Foletto