Il Messaggero Veneto

Mon 17 Dec 2007

Società dei Concerti: virtuosi i due Dindo

...la seconda parte, tutta incentrata su Robert Schumann, permette a Enrico Dindo di volare alto, regalandoci tutta la cantabilità del suo strumento. TRIESTE. La Società dei Concerti chiude in bellezza questo scorcio di fine anno con i cugini Enrico e Andrea Dindo. Un concerto da camera raffinato e, soprattutto nella seconda parte, molto lirico, quasi evocativo.

Non particolarmente gremita la sala del Rossetti, ma il pubblico tributa battimani continui e scroscianti, chiamando più volte sul proscenio i due artisti, che alla fine regalano uno Chopin come bis.

È un duo sinonimo di qualità. Non a caso Enrico, a soli 22 anni, ricopriva già il ruolo di primo violoncello solista alla Scala, conquistava il primo premio al Concorso Rostropovich di Parigi e nel 1998 cominciava la sua attività di solista con orchestre prestigiose, a fianco di altrettanti importanti direttori.

Anche Andrea è acclamato concertista, e proprio con Enrico ha debuttato alla Wigmore Hall di Londra. In programma un autore che entrambi amano molto, Ludwig van Beethoven. In programma le due Sonate per violoncello e pianoforte n. 4 e n. 5, op. 102, dedicate alla contessa Anne Marie von Erdödy, confidente di Beethoven.

Enrico e Andrea si mostrano da subito ben amalgamati
...la seconda parte, tutta incentrata su Robert Schumann, permette a Enrico Dindo di volare alto, regalandoci tutta la cantabilità del suo strumento.

I due musicisti deliziano con l'Adagio e Allegro in la bemolle maggiore op. 70, con Phantasiestücke op.73 e infine con Fünf Stücke im Volkston op. 102. Fraseggio pulito, quasi cristallino, che conferma la bravura del duo e che, in maniera inopportuna ma spontanea, fa scattare l’applauso, subito zittito, dopo l'esecuzione del primo dei Cinque pezzi in carattere popolare.
Erica Culiat