Dazebao

Fri 20 Mar 2009

Il maestro Pretre e le sorelle Labeque rompono gli schemi con un concerto emozionante

[...] l’esibizione delle sorelle Labeque, l’una di fronte all’altra su due pianoforti neri, è stata veramente qualcosa di fuori dal comune. La contrapposizione tra il classico e il moderno, tra la tradizione e la anticonvenzione. Eclettismo, fantasia, virtuosismo e un pizzico di auto ironia. Con queste parole si può riassumere il file rouge del programma per pianoforti e orchestra che ha visto sabato, lunedì e martedì all’Auditorium di Roma, suonare fianco a fianco un mostro sacro come il maestro Georges Pretre, 85 anni, che ha diretto l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia e le sorelle Katia e Marielle Labèque.

Lui, uno dei grandi interpreti del ‘900, è colui che per più volte ha diretto l’Orchestra di Santa Cecilia e nel 2008 i Wiener Philharmoniker nel concerto di Capodanno. Loro sono le famosissime sorelle scatenate del pianoforte, note non solo per la limpidezza e l’estrema sincronia delle loro esibizioni a due pianoforti ma soprattutto per portare la teatralità nell’esecuzione pianistica e nell’accostare varie tipologie musicali anche molto diverse tra loro, dal classico al rock, dall’elettronica all’improvvisazione.

Il mix tra questi elementi ha reso magiche le tre serate all’Auditorium. Il programma presentato è iniziato con l’esecuzione emozionante de Les animaux modèles, opera composta nel 1940 da Francis Poulenc per un balletto e ispirata alle favole di La Fontaine. Attraverso i vari movimenti dell’opera per Orchestra, l’autore, eclettico e anticonvenzionale, volle raccontare i vizi degli uomini rappresentati attraverso degli animali, metafora dei comportamenti umani. Sempre di Poulenc, di cui il maestro Pretre era amico e di cui è uno dei maggiori interpreti, nelle serate all’Auditorium è stato portato in “scena” (ed è proprio il caso di dirlo) il Concerto per due pianoforti. Nell’eseguire quest’opera, composta su commissione nel 1932 per il Festival di Venezia, e che nella sua prima esecuzione vide duettare lo stesso Poulenc con Jacques Fèvrier, sono salite sul palco le sorelle Labèque. Diverse e complementari per tocco, per carattere, per stile e anche per abiti. L’una vestita con un divertente ma sobrio vestito volant nero, l’altra con un eccentrico e ironico vestito rosso fuoco. Il tutto condito da tacchi vertiginosi. Tutto ciò che su un palco di un concerto classico si vede di rado. In un inseguimento emozionante le due sorelle hanno dato spettacolo, hanno emozionato, di concordo con l’Orchestra a cui hanno letteralmente rubato la scena. Ma soprattutto hanno divertito.

Tralasciando piccoli momenti in cui la teatralità poteva apparire eccessiva, l’esibizione delle sorelle Labeque, l’una di fronte all’altra su due pianoforti neri, è stata veramente qualcosa di fuori dal comune. Il bis regalato al pubblico, poi, una sonata a quattro mani sullo stesso pianoforte, è stata la “ciliegina sulla torta”. Un’esibizione virtuosa e sopra le righe in cui le sorelle hanno dimostrato il loro eclettismo…arrivando a suonare anche a gambe incrociate e guardando il pubblico. Lasciato il palco, l’Orchestra si è riappropriata del suo spazio, concludendo trionfalmente il concerto con il Quartetto in sol minore op.25 di Johannes Brahms, nell’orchestrazione del 1937 di Arnold Schonberg.
Viola Contursi