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Sat 1 Mar 2008

J. Sibelius, M. Lindberg: Concerti per violino.

A questa pagina la Batiashvili è dunque particolarmente legata e in questa registrazione dimostra di padroneggiarla in tutti gli aspetti con un carisma sorprendente.A prima vista, sembrerebbe solo un omaggio alla musica finlandese fatto da un'orchestra e un direttore finlandesi, di cui, con tutto il rispetto, potrebbe importarci relativamente. Ma se l'interprete principale si chiama Lisa Batiashvili le cose cambiano. Nata in Georgia nel 1979, la Batiashvili è infatti una delle rivelazioni nel panorama violinistico degli ultimi anni. Segnalatasi a soli 16 anni con un secondo premio al Concorso Sibelius, ha maturato nel frattempo un bel carnet di riconoscimenti e segnalazioni, che le hanno garantito l'accesso all'Olimpo del concertismo internazionale. In Italia, però, l'abbiamo vista e sentita pochino (e questo è un problema tutto italiano). Il cd della Sony ci permette, dunque, di approfondire la conoscenza di questa giovane interprete (peraltro di gradevolissimo aspetto, come le numerose foto del booklet fanno generosamente notare): una sorta di consacrazione ufficiale che permette alla Batiashvili da un lato di cimentarsi con un grande concerto di repertorio, quello di Sibelius, e dall'altro di proporsi come interprete della musica del nostro tempo con una novità (quasi) assoluta.
Scritto nel 1903 il Concerto in re minore op. 47 di Jean Sibelius è uno di quei cinque-sei concerti immancabili nel repertorio violinistico, soprattutto dopo l'istituzione del Concorso Sibelius di Helsinki, del quale è pezzo d'obbligo. A questa pagina la Batiashvili è dunque particolarmente legata e in questa registrazione dimostra di padroneggiarla in tutti gli aspetti con un carisma sorprendente. Il Concerto di Sibelius, infatti, nei suoi tre movimenti canonici, delega al violino un ruolo da leader assoluto, ripensando in questo senso anche la struttura formale, scandita da cadenze e passaggi solistici che si alternano con l'orchestra, rinunciando quasi del tutto a intenzioni concertanti. La rivista Gramophone non poteva esprimersi meglio nel definire il suono della Batiashvili «morbido come seta", al quale aggiungiamo la pulizia cristallina con la quale affronta i passaggi tecnicamente più ostici (ottave, per lo più) e i temi espressivi che sono in gran parte l'anima di questo spettacolare concerto neoromantico.
Come sua naturale filiazione si pone il Concerto per violino di Magnus Lindberg, anch'egli finlandese, e già noto come una delle personalità emergenti e più prolifiche nell'odierno panorama compositivo europeo. Il Concerto, qui in prima registrazione assoluta, è stato scritto appositamente per Lisa Batiashvili che l'ha eseguito in prima mondiale al Mostly Mozart Festival di New York nell'agosto 2006. Il linguaggio armonico di Lindberg non va oltre i territori tracciati da Alban Berg nel suo Violinkonzert; per contro, influenze degli spettralisti francesi sono evidenti nelle maglie di un'orchestrazione spesso avviluppata in sfondi timbrici informali e risonanze indistinte, su cui si staglia nitidamente il violino solista. Il Concerto si chiude curiosamente con un risveglio dinamico, forse l'unico momento che riecheggia la retorica dei finali tradizionali, la cui insolita brevità lascia però un senso di squilibrio formale.
Al talento della Batiashvili non nuoce sicura¬mente lo Stradivari 'Engleman' del 1709 concessole dalla Nippon Music Foundation.
Giovanni D'Alò